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 Animali: attenti ai traffici clandestini

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MessaggioTitolo: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mar 13 Ott 2009 - 19:21

ULTIME NOTIZIE


L'assessore al territorio di Milano, Pietro Mezzi: "Amare gli animali vuol dire essere attenti e non diventare complici"

"Amare gli animali - afferma Pietro Mezzi assessore al territorio, parchi e diritti degli animali della Provincia di Milano - vuol dire essere anche molto attenti alle loro condizioni e non rendersi inconsapevoli complici di traffici illeciti o contro l'etica".
La tratta dei cuccioli è molto diffusa. La Provincia di Milano l'ha ricostruita in un dossier. Basta andare in una piazza di mercato di Budapest o di qualche altra città ungherese, polacca o ceca. Ci sono gli importatori italiani, che arrivano con i furgoni, c'è il mediatore, ci sono i "produttori" locali, con la "merce" da piazzare, che arrivano in trattore dalle campagne circostanti: si tratta di allevatori di pecore o contadini, che sanno ben poco di allevamento di cani, di razze, di genealogia, men che meno di diritti degli animali.
Infine c'è il veterinario ungherese (o polacco ecc.) che arriva con un tavolino, pieno di fogli e timbri. Inizia la contrattazione. I contadini magnificano la loro merce, il traduttore traduce, gli italiani abbassano il prezzo. Quanto? In genere, sui 25 Euro a "pezzo". Per pezzo si intende un cucciolo di uno o due mesi appena strappato alle cure della mamma. Verrà rivenduto in Italia a dieci volte tanto. I documenti di espatrio, sostengono alcune associazioni animaliste che si sono occupate della vicenda, vengono fatti al momento dal veterinario, che spesso timbra libretti di vaccinazioni mai fatte.
Di vaccini nemmeno l'ombra, d'altronde, al veterinario non importa, i cuccioli stanno per uscire dal suo Paese. Conclusa la tratta, l'importatore italiano paga in contanti i contadini e il traduttore, lascia una mancia al veterinario e carica sul furgone la sua mercanzia. Inzia poi il viaggio, spesso un'ecatombe. Imballati come saponette, dentro cassette di cartone o di legno, ammassati, al buio, senz'acqua né cibo, i cuccioli arrivano a destinazione dopo trenta-trentacinque ore di viaggio, in condizioni
igieniche talvolta drammatiche.
Alla frontiera sarebbe necessario verificare che i trasportatori non violino le leggi a tutela degli animali. Che sono due. La 189/2004 contro il maltrattamento di animali e il decreto legislativo 532/92 per la protezione degli stessi durante il trasporto. Si importa dall'Est perché, allevati in maniera approssimativa, i cuccioli costano poco. Per questo consentono un margine di utile maggiore rispetto ai cani provenienti da allevamenti nostrani. Costano di meno, anche se spesso muoiono poco dopo l'uscita dal negozio. Già, perché molti, troppi cuccioli, pochi giorni dopo l'acquisto stanno male.
Sottratti con troppo anticipo - sempre sotto i tre mesi - alle cure delle madri, subiscono, oltre a condizioni stressanti di viaggio, lo stravolgimento dell'alimentazione e un vero e proprio bombardamento farmacologico. Questo serve a fare arrivare il "prodotto" in buono stato sui mercati. "Grazie a immunizzanti, cortisonici e altri farmaci, tra i quali uno con gammaglobuline che ritarda gli effetti di eventuali patologie in corso, i cani non muoiono quasi mai in negozio o dall'importatore", è l'accusa dell'associazione Gaia Animali & Ambienti. "Ma una serie infinita di patologie acquisite nei Paesi di provenienza, l'assenza di vaccinazioni e di qualsivolglia credibile cura veterinaria portano la mortalità dei cuccioli fino, e oltre, il 50% dei casi. L'ultimo guaito avviene, dopo costosi trattamenti e cure, tra le braccia dello sprovveduto acquirente". Già, spesso finito l'effetto del farmaco, al cucciolo vengono le più diverse malattie. I cani muoiono un po' alla volta, giorno dopo giorno. E' un'agonia straziante: tra vomito e diarrea emorragica. Ed è uno choc, perché al piccolo, nel frattempo, ci si è affezionati.
Ma c'è anche la truffa del pedigree. I cuccioli dell'Est, spesso, vengono venduti con la promessa del fantomatico pedigree. Per gli acquirenti fortunati, il pedigree arriva dopo circa otto mesi-un anno, ma è incomprensibile. Si tratta infatti di un pezzo di carta scritto in ungherese o in polacco sul quale potrebbe anche esserci scritto: "bravo, italiano, hai comprato un cucciolo malato con un pezzo di carta insignificante". Una truffa che ricorda quella epica della "moneta romana antica" venduta ai turisti americani all'ombra del Colosseo, oppure, sempre per citare Totò, la vendita della fontana di Trevi. Se si acquista un animale bisogna sottoscrivere un contratto e leggere attentamente ciò che si firma. Nel caso il quattrozampe dovesse morire, e se il vizio fosse riconducibile alla vendita, bisogna comunicare entro dieci giorni con lettera raccomandata il danno subito. Poi si ha tempo un anno per adire le vie legali.

Il documento di vendita, insomma, va sempre richiesto, all'allevatore o al negoziante perché serve ad attestare la provenienza del cucciolo. In Italia un cucciolo di due o tre mesi non può ancora avere il pedigree, ma il negoziante è tenuto a certificare la sua fonte d'acquisto. Il documento deve poi attestare che il cucciolo sia regolarmente iscritto a un albero genealogico e, infine, deve fornire una garanzia sanitaria di almeno venti giorni contro l'eventuale insorgenza di cimurro, epatite, leptospirosi e parvovirosi. Queste micidiali malattie virali hanno infatti un periodo di incubazione piuttosto lungo: da 15 a 20 giorni. Un cucciolo che abbia contratto una di queste malattie potrebbe apparire sanissimo al momento dell'acquisto, ma ammalarsi e morire nel giro di poche settimane. Contro tutte queste malattie esistono vaccini perfettamente funzionali, e se il cucciolo viene allevato in modo corretto e vaccinato all'età giusta non contrarrà mai queste gravi patologie: quindi un rivenditore onesto, conscio che il piccolo è stato regolarmente vaccinato, non farà mai obiezioni di fronte a questa richiesta.

_______________________________________________
Non potro' mai sapere tutto di chi amo, neppure del mio gatto.
Ma un pizzico di mistero da' piu' gusto all'amore




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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mer 14 Ott 2009 - 18:59

ANIMALI:TRAFFICO;OLTRE A CARCERE MULTA 1.000 EURO A CUCCIOLO .Oltre al reato di traffico di cuccioli, punito con il carcere da tre mesi a un anno o una multa da 3.000 a 15.000 euro, la stretta per la protezione di cani e gatti nei confini nazionali aggiunge sanzioni amministrative per mettere uno stop all'introduzione e rivendita illecita. Tra le maggiori novita' introdotte nel disegno di legge approvato lo scorso 2 ottobre dal Consiglio dei Ministri per la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia siglata a Strasburgo il 13 novembre 1987, si prevedono infatti, sanzioni pecuniarie correlate alla quantita' di animali. In particolare, si prevede una sanzione da 100 a 1.000 euro per ogni animale per chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti privi di sistemi per l' identificazione individuale. Pena aumentata per animali con meno di due mesi di vita. Per chiunque trasporta o cede cani e gatti privi di sistemi per l'identificazione individuale la pena e' da 500 a 1.000 euro ad animale, pena aumentata in caso di animali con meno di due mesi di vita. Il ddl, per il quale si attende il via libera da Camera e Senato, prevede inoltre: - il divieto di mutilazioni a fini estetici o non curativi pena la reclusione da tre a 15 mesi o multa da 3.000 a 18.000 euro; - la modifica del codice penale (articoli 544-bis e 544-ter) per cui viene tolta la parola 'crudelta' in caso di maltrattamento per cui il maltrattamento diventa un atto di violenza non giustificato; - il reato di traffico illecito con la reclusione da tre mesi a un anno o multa da 3.000 a 15.000 euro (con pena aumentata per animali con meno di due mesi di vita) per chiunque, per profitto, tramite attivita' continuative organizzate, introduce nel territorio nazionale, cani e gatti privi di sistemi per l'identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e passaporto dove previsto
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mer 21 Ott 2009 - 10:45

Operazione Forestale e Carabinieri hanno scoperto un vero e proprio commercio illecito Segugi e setter addestrati venivano privati del microchip e posti in vendita


Tratta di cani, due denunce



Nove sanzioni per vendita di animali rubati. L'inchiesta s'allarga.Alessandra Pasqualotto Tratta di cani in Sabina dove sono finite nei guai due persone denunciate dagli uomini della Forestale e dai Carabinieri per furto di cani da caccia e altre nove sono state sanzionate in quanto ritenute responsabili a vario titolo del commercio di cani rubati. A dare l'allarme sono stati gli stessi cacciatori che hanno denunciato in diverse occasioni la scomparsa dei loro cani nella zona di Scandriglia, tutti animali di razza addestrati per la caccia e di grande valore economico. I cacciatori hanno segnalato a forestale e carabinieri i ripetuti episodi di scomparsa dei cani che venivano evidentemente rubati e subito dopo gli veniva eliminato il microchip per impedirne l'identificazione. Un vero e proprio commercio di cani che, dopo il furto, erano rivenduti nelle regioni limitrofe. Grazie all'azione sinergica di forestale e carabinieri di Scandriglia, a seguito di controlli mirati nei vicini comuni della Sabina romana, sono stati trovati alcuni cani di dubbia provenienza a Moricone e Montorio Romano. Due di essi erano proprio tra quelli rubati segnalati dai proprietari cacciatori alle forze dell'ordine. A Poggio Moiano invece sono stati trovati altri cani non registrati dal detentore. Due le persone ritenute responsabili dei fatti, residenti a Scandriglia, che sono state denunciate alla procura, mentre nove persone sono state sanzionate perché coinvolte a titolo amministrativo nella triste e vergognosa storia del mercato di cani da caccia. Nell'operazione ha collaborato anche il Servizio Veterinaria dell'Ausl di Rieti. L'inchiesta è destinata ad allargarsi.
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mar 3 Nov 2009 - 19:38

traffico di cuccioli dall'Ungheria, blitz dei Nas,Il proprietario di un negozio di animali di San Giuliano Milanese è stato segnalato dagli uomini del Nas all'autorità sanitaria competente, per aver importato illecitamente 193 cuccioli di cani di diverse razze dall'Ungheria. Le forze dell'ordine hanno sequestrato 95 cuccioli e hanno iniziato gli accertamenti per sincerarsi dello stato di salute dei cani, che sono già stati venduti. I due titolari della struttura non erano principianti nella gestione di questo tipo di traffici: nel settembre dello scorso anno, erano già stati segnalati dal Nas per l'importazione illegale di 155 cuccioli dall'Ungheria. In quell'occasione la segnalazione parlava anche di maltrattamenti, falsità ideologica e dispersione di 40 cagnolini già sottoposti a vincolo sanitario. Le indagini hanno scoperto che i due, con l'aiuto di un veterinario compiacente, importavano cani dall'Ungheria senza registrarli e poi, successivamente, si procuravano una documentazione falsa saltando i necessari accertamenti sanitari.
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mer 4 Nov 2009 - 19:30

Tratta di cuccioli dall'Est Europa in dodici a processo,Tratta di cuccioli dall'Est, in dodici finiscono sotto processo. Dovrà rispondere, di nuovo, di tratta illegale di cuccioli dal'Est e maltrattamento di animali Eugenio Merighi, il commerciante di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, finito piu' volte in inchieste analoghe e gia' condannato, nel febbraio di quest'anno, per una vicenda identica.

Il bolognese 54enne e' tra le 12 persone rinviate a giudizio questa mattina dal gup Bruno Giangiacomo al termine dell'udienza preliminare. Le accuse, a seconda di ciascuno dei 17 imputati, vanno dalla truffa al falso, dalla frode in commercio al maltrattamento di animali; a sette di loro e' contestata anche l'associazione per delinquere: secondo il pm Giuseppe Di Giorgio e le Fiamme gialle di Bologna, l'organizzazione, tra il 98 e il 2007, importo' illegalmente dall'Est Europa migliaia di cuccioli piccolissimi, non ancora svezzati e soprattutto non vaccinati, poi immessi sul mercato italiano e venduti a caro prezzo, da allevatori e commercianti complici, con falso pedigree italiano e certificati sanitari fasulli. Le indagini della Finanza partirono nel 2002 da segnalazioni di famiglie che avevano visto morire il cucciolo a pochi giorni dall'acquisto. Dei 17 imputati, tra cui diversi allevatori ed anche tre veterinari (uno dell'Ausl di Bologna), alla sbarra andranno in 12: il processo iniziera' il 7 ottobre 2010 davanti al Tribunale collegiale di Bologna. Degli altri cinque, un commerciante pugliese (Mauro Stefano Lubello) e' stato assolto in rito abbreviato, e Janka Styriakova, la 42enne slovacca che si occupava delle esportazioni e che durante le indagini ha collaborato con gli inquirenti, ha patteggiato un anno e sei mesi (pena sospesa). Dovra' pero' pagare anche 1.000 euro ad ogni parte civile per le spese legali.
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Lun 14 Dic 2009 - 15:08

SEQUESTRO CUCCIOLI TRASPORTATI IN CONDIZIONI DRAMMATICHE
- Roma, 14 dic - Nella notte tra il 13 e il 14 dicembre a Tarvisio (Udine), gli agenti del Corpo Forestale hanno sequestrato 38 cuccioli di cane trasportati in piena clandestinita', privi di microchip e documentazione sanitaria.
Il sequestro e' avvenuto nell'ambito di un'operazione condotta in collaborazione tra Corpo Forestale regionale del Friuli Venezia Giulia, Nirda (Nucleo Investigativo Reati in Danno di Animali) del Corpo Forestale dello Stato e gli Uffici Territoriali per la Biodiversita' (UTB) del CF di Tarvisio (UD), che ha portato al fermo di tre veicoli, tutti italiani, che trasportavano cuccioli di cani e gatti, per un totale di 115 animali.
Maltrattamento di animali, detenzione di animali in condizioni incompatibili e falso ideologico, i reati contestati in totale.
I 38 animali sequestrati sono stati trovati all'interno di un'auto con quattro persone a bordo, diretta nel sud Italia.
I cuccioli, appartenenti a varie razze tra cui Pincher, Barboncini, Cavalier King, Cocker, Yorkshire, Shitzu ma anche un San Bernardo, un Labrador e un Carlino, erano in condizioni drammatiche: letteralmente ammassati uno sull'altro nel bagagliaio, affamati, senza acqua e ricoperti dei propri escrementi.
74 animali (di cui 4 gatti) erano invece a bordo di un furgone proveniente dalla Polonia e adibito al trasporto di animali vivi. Al trasportatore e' stata contestata una violazione amministrativo/sanitaria per irregolarita' nella vaccinazione antirabbica, e gli animali sono stati sottoposti a vincolo sanitario a destino, per cui non potranno essere ceduti fino alla conclusione del protocollo vaccinale. Altri 3 cuccioli, all'interno di un'auto proveniente dalla Slovacchia, sono stati sequestrati per mancanza di microchip.
''L'operazione portata a termine nella notte dal personale del Corpo forestale regionale Friuli Venezia Giulia, NIRDA e UTB Tarvisio, cui va il nostro plauso, dimostra quanto sia attivo il traffico di cuccioli dall'Est Europa, incrementato a causa delle imminenti feste natalizie durante le quali molti regalano animali ai familiari, spesso ignorandone la reale provenienza - commenta Ilaria Innocenti del settore Cani e gatti della LAV.

''Ora ci auguriamo che il Disegno di Legge per la Tutela degli animali e contro il traffico dei cuccioli, approvato dalla Camera dei Deputati con 466 voti favorevoli lo scorso 25 novembre, trovi la sua rapida approvazione anche nell'Aula del Senato, fornendo a Forze di Polizia e Servizi veterinari gli strumenti per poter contrastare efficacemente il drammatico fenomeno'', conclude.
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Gio 17 Dic 2009 - 10:54

Forestale salva Lilli e il vagabondo
Ma in Italia i casi sono 2 mila ogni anno
Scoperta una rete che importava cuccioli dall'Est e li smerciava attraverso negozi e allevamenti «regolari»
MILANO - L'hanno ribattezzata «Lilli e il vagabondo». Un po' perché uno dei cuccioli rimasti vittima del traffico di animali venuti dall'Est era un cocker, proprio come la piccola spaniel protagonista del cartoon Disney. E un po' perché vagabondi questi animali provenienti dall'Ungheria lo sono un po' tutti, anche se quel viaggio di migliaia di chilometri attraverso l'Europa e poi lungo tutte le regioni italiane lo hanno fatto loro malgrado, e non certo per assecondare il loro spirito libero, come il Biagio della favola disneyana.

NON SOLO MERCATO NERO - Dopo quella di Tarvisio, un'altra operazione del Corpo forestale dello Stato ha acceso i riflettori sul fenomeno della «tratta» che coinvolge ogni anno migliaia di esemplari di cani di razza o spacciati per tali, allevati in quelle che sono vere e proprie fabbriche dove le madri sono costrette ad avere gravidanze a ciclo continuo. Gli uomini della Forestale di Brescia sono riusciti con un accurato lavoro di intelligence a ricostruire uno dei canali di smistamento di questi piccoli oggetti del desiderio, richiestissimi con l'approssimarsi del Natale, importati attraverso i confini sloveni e condotti fino a Padova. Era nella città del Santo che aveva sede la centrale operativa di questo traffico illecito i cui artefici provvedevano poi a inviare gli animaletti un po' in tutte le regioni italiane. I cagnolini erano smerciati non solo attraverso i canali del mercato nero, mediante inserzioni anonime su Internet e successiva consegna del cucciolo ad un casello autostradale o ad una stazione di servizio dietro pagamento in contanti. Gli agenti hanno accertato che in molti casi erano proprietari di negozi e allevatori accondiscendenti a rappresentare l'ultima catena di un business milionario che con rischi quasi nulli garantisce guadagni illeciti paragonabili solo a quelli della droga.

L'INGANNO DELL'ETA' - E' proprio da un allevamento dell'hinterland bresciano che sono partite le indagini del nucleo investigativo della Forestale, messe in allerta da una serie di denunce su animali cagionevoli, colpiti da gravi malattie subito dopo l'arrivo nella nuova casa e facili alla morte prematura. Da un punto di vista formale tutto era in regola: documenti di viaggio, «pet passport», perfino la certificazione dello stato di buona salute firmata da un veterinario ungherese, evidentemente parte dell'organizzazione. Sono stati i veterinari italiani che hanno collaborato con la Forestale a mettere in luce l'inghippo: i cuccioli importati avevano un'età anagrafica diversa rispetto a quella dichiarata. Erano cioè cani di un mese o due di vita, assai lontani dai 120 giorni previsti dagli standard per il loro trasporto. Cuccioli che più cuccioli non si poteva, insomma. Il motivo è semplice: un cane di un mese è destinato a restare piccolo ancora per parecchie settimane e quindi c'è più tempo per poterlo smerciare. Le famiglie propendono per i cuccioli piccoli e quelli già sviluppati fanno più fatica a lasciare negozi, recinti o, spesso, le cantine dove vengono custoditi in attesa di essere venduti attraverso i canali non ufficiali.

ASPETTANDO LA LEGGE - Ma i cani strappati troppo presto dalle cure della madre riportano conseguenze spesso irreparabili: non possono nutrirsi del latte materno, che contribuisce allo sviluppo del loro sistema immunitario. Non riescono a vivere appieno la fase dell'imprinting, che consente loro di acquisire per imitazione i comportamenti tipici della specie. E perdono quella vita di società tra simili che consente loro di gettare le base per un corretto equilibrio comportamentale. Insomma, quanto basta per fa scattare il reato di maltrattamento, l'unico opponibile oggi - assieme a quello del falso e del falso ideologico - a coloro che stanno dietro la tratta degli animaletti. Quando sarà approvata definitivamente anche dal Senato la legge che recepisce le norme europee sul benessere animale e che prevede il nuovo reato di traffico di animali ci saranno ulteriori strumenti per combattere questi traffici. Al momento tutto è rimesso alla capacità degli agenti di individuare le irregolarità e alla disponibilità delle procure nel concedere le autorizzazioni a perquisizioni e accertamenti a supporto dell'attività investigativa.

GLI «ADDETTI AI LAVORI» - Come è successo, appunto, nel caso dell'inchiesta partita da Brescia, che ha portato all'individuazione di 15 casi di vendite illegali di cuccioli da parte di allevatori e attività commerciali. «I titolari di queste imprese - sottolinea il sovrintendente Enrico Benedetti, che alla guida del Nipaf bresciano ha coordinato le indagini - sono addetti ai lavori e dunque non potevano non sapere che gli animali che stavano vendendo erano fuori regola, che non avevano l'età indicata sui documenti e che, di conseguenza, erano animali potenzialmente a rischio». Vaccinazioni e controlli sanitari sono spesso carenti o addirittura inesistenti quando si ha a che fare con cani provenienti dall'Est europeo e le conseguenze finiscono poi col ricadere sugli acquirenti finali, che a volte in buona fede (quando l'acquisto è effettuato presso un'attività commerciale in regola) a volte con un certo grado di complicità (ritirare un cucciolo ad un casello autostradale dopo averlo pagato meno della metà del prezzo di mercato non può non far pensare che la sua provenienza sia illecita) devono poi fare i conti con malattie debilitanti e che in molti casi portano alla morte. Non è raro il caso di animali colpiti da cimurro già pochi giorni dopo l'acquisto.

LE CONSEGUENZE - «Il fenomeno è talmente preoccupante - spiega il vice questore Cristina Avanzo, dirigente del Nirda, il nucleo della Forestale che si occupa di contrastare i reati contro gli animali - che in alcune regioni, ad esempio il Friuli Venezia Giulia, è tornata a fare la propria comparsa una malattia come la rabbia che nel territorio italiano era stata praticamente debellata». Non solo: cani potenzialmente soggetti a disturbi comportamentali possono essere poi cani difficili da gestire, una volta adulti, all'interno delle famiglie. E come più volte sottolineato, in queste situazioni è forte, per molti, la tentazione di puntare sulla strada più semplice, ovvero quella dell'abbandono del cane presso un canile o sul ciglio di una qualche autostrada.
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mer 23 Dic 2009 - 19:24

NOCETO
Cuccioli sequestrati a Noceto
"Maltrattati fino alla morte"
Il Corpo forestale di Parma e i Nas hanno bloccato una attività illecita di smercio dei cuccioli. Gli animali erano tenuti in pessime condizioni, pronti per essere venduti in occasione delle feste. Diciasette i cani recuperati, tre sono deceduti
Sequestrato a Noceto il “discount” dei cuccioli di cane, interrotti affari a spese di decine di animali, maltrattati fino alla morte o tenuti in condizioni non idonee alla sopravvivenza.
Il personale del Corpo Forestale dello Stato di Parma, in collaborazione con i carabinieri dei NAS, ha posto sotto sequestro una attività illecita di commercio di cuccioli di cane nel comune di Noceto. Diciassette i cani in attesa di essere venduti, alcuni in precarie condizioni, mentre sono 3 i cuccioli deceduti.
Le vicine festività sono un momento molto favorevole per il commercio illecito di giovani cuccioli di cane, spesso strappati anzitempo alle madri, provenienti dall’est o da allevamenti improvvisati privi di controlli igienici. Sono cuccioli, frequentemente sottoposti a maltrattamenti e sofferenze, che alimentano un lucroso commercio illegale nascosto dietro annunci su internet di pseudo privati che sembrano mettere in commercio pochi esemplari appartenenti a cucciolate provenienti da riproduzione famigliare, e che, invece, alimentano un giro di vendite per centinaia di esemplari di diverse razze: bulldog inglesi, maltesi, spitz, barboncini, phincher, boxer, chihuahua.
E’ seguendo uno di questi canali commerciali che il corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con i Nas, ha individuato una illecita attività commerciale in comune di Noceto, molto attiva nelle vendite in questi giorni, nella quale, giornalmente, arrivavano furgoni con cuccioli, la cui provenienza è in via di accertamento.
La struttura è stata posta sotto sequestro e si è proceduto penalmente, ipotizzando il reato di maltrattamento. I cuccioli verranno al più presto alloggiati in strutture idonee. Il commercio di cuccioli, in strutture improvvisate e senza i necessari requisiti per quanto attiene gli aspetti del benessere animale, crea forti perturbazioni nel mercato, con grave danno per gli allevamenti seri che rispettano invece le severe normative del settore
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Lun 28 Dic 2009 - 11:03

Sgominato un traffico di chihuahua
Blitz della polizia in un allevamento illegale di Molinazzo di Monteggio
Blitz di polizia oggi in un'abitazione di Molinazzo di Monteggio in cui si sospettava fosse stata organizzata una vendita abusiva di cuccioli di razza chihuahua.
Durante l'intervento - effettuato dalla polizia cantonale su richiesta dell'Ufficio del veterinario cantonale - sono stati effettivamente trovati nove cuccioli di chihuahua nonché sette gatti persiani. Gli animali erano segregati in due camere in mezzo ai loro escrementi. Viste le condizioni igieniche dell'abitazione è stato pure richiesto l'intervento delle autorità comunali. Per ordine dell'ufficio del veterinario cantonale cani e gatti sono stati sequestrati e collocati presso la Società protezione animali di Bellinzona.
La polizia ha stabilito che i cani - 16 in totale - sono stati importati dalla Repubblica Ceca. Alcuni sono deceduti mentre altri sono stati venduti. In seguito all'intervento due 30enni sono stati denunciati al Ministero pubblico per maltrattamenti ad animali nonché per importazione e esportazione abusiva di animali.
Coloro che negli ultimi cinque mesi hanno acquistato animali da questo "allevamento" illegale sono pregati di contattare l'ufficio del veterinario cantonale allo 091-814 41 00 oppure la gendarmeria di Caslano allo 091-815 90 31.
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MessaggioTitolo: Re: Animali: attenti ai traffici clandestini   Mer 6 Gen 2010 - 11:58

Cuccioli "clandestini" a rischio massacro
La denuncia di Aidaa sugli animali rimasti invenduti nel periodo natalizio.
Vi siete mai chiesti che fine fanno le migliaia di cuccioli importati clandestinamente e rimasti invenduti dopo il periodo natalizio?
Due sono le soluzioni riservati alle centinaia di migliaia di cuccioli importati ogni anno clandestinamente in Italia prevalentemente dai paesi dell'Est: i migliori , quelli più sani ,che rappresentano circa il 30% delle cucciolate sono destinati a rimanere sul mercato almeno altri cinque o sei mesi (fino ad un anno per le razze di piccola e piccolissima taglia) per poi essere destinati in caso rimangano invenduti ai laboratori di vivisezione e sperimentazione animale pubblici e privati dove ricercatori poco scrupolosi molto spesso acquistano parecchi cani (ma anche gatti ed altri animali) illegalmente per poter portare avanti i peggiori, ed inutilmente crudeli esperimenti.
La seconda soluzione che riguarda il restante 70% dei cuccioli (quelli malati o comunque non vendibili a causa di problemi di vaccinazione o per malformazioni) che complessivamente sono circa 150.000 prevede la morte procurata o indotta. In poche parole i cani vengono lasciati morire a causa delle loro stesse malattie o addirittura uccisi a volte in maniera crudele e i loro corpicini fatti sparire bruciati nei forni come semplici rifiuti solidi urbani.
E' un vero e proprio genocidio degli animali quello che ogni anno viene effettuato in Italia tra i mesi di febbraio e marzo e che a differenza di molti altri reati contro gli animali passa inosservato semplicemente perchè ufficialmente questi animali non esistono e quindi a meno che vengano colti in flagranza di reato coloro che li uccidono e li smaltiscono il fenomeno passa del tutto inosservato.
“AIDAA ha raccolto alcune informazioni relativi a questa vera e propria strage di animali che vede vittime decine di migliaia di cuccioli di cane ogni anno, informazioni contenute in dossier che saranno consegnati con nomi e cognomi dei presunti responsabili alle procure della repubblica di Roma, Milano, Torino, Bari, Reggio Calabria e Catania- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- il giro dell'importazione clandestina di cuccioli di cane è sicuramente un fenomeno molto ampio rispetto al numero di animali che ogni anno vengono rintracciati e sequestrati alle frontiere, in particolare per quanto riguarda i cani all'importazione clandestina di animali molto spesso malati e non vaccinati segue ogni anno una vera e propria mattanza di quelle decine di migliaia che non si riescono a piazzare sul mercato e che non finiscono nei laboratori di vivisezione e sperimentazione clandestina, pratica questa- continua Croce- più diffusa di quanto possiamo immaginare anche qui in Italia.
Si tratta di denunciare pubblicamente e fermare questa strage, il nostro invito è che chiunque sia in possesso di informazioni che riguardano queste pratiche lo denuncino alle forze dell'ordine o in via subordinata anche anonimamente le segnalino al nostro indirizzo di posta elettronica segnalazionereati@libero.it in modo da poter salvare da morte certa queste migliaia di cani crudelmente torturati ed ammazzati ogni anno nella tanto civile Italia” per info 3926552051-3478883546.fonte parma,daily
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Animali: attenti ai traffici clandestini
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