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 libro,consigliato.Biografia morale di un cane

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miriam caldarazzo
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MessaggioOggetto: libro,consigliato.Biografia morale di un cane   Mar 20 Ott 2009 - 13:32

l'influenza
positiva del labrador secondo Berselli.Ammette in maniera aperta di aver voluto raccontare “una storia esemplare” per dar conto dei motivi che lo hanno condotto a far prevalere i sentimenti privati rispetto alla rigorosa indagine su quanto accade nell’universo pubblico. Edmondo Berselli, funambolico e formidabile commentatore di politica, sport, musica, televisione e molto altro ancora, narra in dettaglio cosa è cambiato nella sua vita da quando vi ha fatto ingresso un labrador femmina di pelo nero in Liù. Biografia morale di un cane (Mondadori, 160 pagine, 18 euro).
Lui, dice, l’animale all’inizio non lo voleva. Ma ha ceduto di fronte alle insistenze della moglie Marzia, finendo per commuoversi alla vista di un “cotechino baffuto” visto, a poche ore dalla nascita, in un sofisticatissimo allevamento del varesotto.

Storia comune, naturalmente. Se non fosse che Berselli gli attribuisce valenza di portata più ampia, intrecciando con l’ironia e la sapienza che costituiscono la sua cifra stilistica, il rilievo di punto di svolta che spalanca nuove e insolite prospettive assai utili per leggere il quotidiano e l’universo mondo. Confida e teorizza: «Scatta qualcosa: una sintonia. Echi e convergenze, risonanze, cerchi concentrici. Poi ci si pensa e si capisce che da sempre noi sappiamo in cosa consista la vera saggezza a proposito degli animali: il cane non è buono in sé, è un produttore di effetti, un generatore di sentimenti. E io avevo capito subito che Liù era una bestiolona dominante e prepotente che aveva cominciato subito a diffondere la sua influenza positiva, le sue emanazioni galvaniche, la sua radiazione magnetica».

Il libro, godibilissimo sotto ogni profilo, procede coerente su un doppio binario: da un lato il resoconto del quotidiano di una coppia di mezza età senza figli che vede mutare la propria consolidata routine dopo l’ingresso in casa di un labrador capace di far saltare le regole consigliate nei manuali che dettano le norme per gestire il rapporto tra umani e cani; dall’altro l’analisi del come e del perché questa novità ribalta l’ordinatissima e razionale visione del mondo dell’autore e arriva a imporgli una nuova filosofia di vita, una griglia rivoluzionaria per leggere ciò che accade nell’Italia contemporanea.

C’è dunque spazio per una Liù che si conquista il diritto di dormire sul fondo del letto dei genitori acquisiti, sui particolari delle passeggiate nei parchi e sugli inspiegabili dissidi con altre bestie di diversa taglia, sulle tenerezze proprietarie di come la stessa Liù «corre, volteggia, mangia, abbaia o riempie di salti e di sonni i suoi giorni», ma soprattutto per la scoperta, confessata senza alcun pudore e quasi con orgoglio da Berselli, che «il segreto del rapporto fra gli umani e i non umani consiste nel trovare corrispondenze percettive aperte, in grado di spalancare opportunità nei sistemi della cognizione».

Ora, trattandosi di un intellettuale colto e raffinatissimo come Berselli, la svolta davvero di portata epocale non si può liquidare in poche battute. Deve essere affrontata e risolta con adeguati approfondimenti ermeneutici, dibattendo in raffinata punta di dottrina con i massimi esperti internazionali delle discipline storiche e filosofiche, le cui opinioni sono messe a confronto con quelle esibite dai “maestri” del pulp e del trash che impazzano sui media, dottoreggiando sul valore del new age, senza dimenticare l’importanza di musica e di canzoni che fanno sintesi della sensibilità popolare.

Risultato finale? Un’indagine offre spazio in parti uguali all’istintività canina e alla più raffinata indagine politica. Che magari qualcuno, ricorrendo a un lessico spesso abusato, potrà anche bollare come chiusura nel riflusso. «Con il passare del tempo - si afferma in chiusa di libro - mi è sembrato che tutto l’impianto culturale faticosamente tirato su in una trentina di anni cominciasse a sgretolarsi, le categorie e i parametri si sbriciolassero, e in fondo rimanessero soltanto episodi e rivelazioni, storie buffe e aneddoti rilevatori, un modo, anche divertente per descrivere la realtà, ma con la consapevolezza di avere perso il filo da qualche parte e di ritrovarlo solo con piccole rapsodie narrative».

Ritenerla una dichiarazione di resa sarebbe errato. Edmondo Berselli non sembra per nulla disposto a cedere le armi di fronte alle catastrofi del presente. Le rivisita e le interpreta utilizzando la sua Liù. Labrador con un’anima sensibile. Al pari di quella di chi ha scelto di mettersi un cane in casa e di dialogarci ogni giorno per attutire il dolore che il contatto con molti umani inevitabilmente provoca.
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