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 ...I DANNI DELLA CACCIA ......

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AutoreMessaggio
jenni
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Femmina
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MessaggioTitolo: ...I DANNI DELLA CACCIA ......   Sab 13 Feb 2010 - 19:51

.........I DANNI DELLA CACCIA ........

Ai membri di STOP ALLA CACCIA IL PROSSIMO BERSAGLIO PUOI ESSERE TU !!!



Orchidea Selvaggia


13 febbraio alle ore 1.05


Oltre ai pericoli diretti per gli esseri umani, la caccia è fonte di
una serie interminabile di danni (a persone, animali e ambiente) e
crudeltà, alcune palesi, altre meno note. Ha dietro di sé il potere
forte di pochi, e l'opposizione debole di molti. Debole... fino ad ora.
In questa sezione intendiamo offrire una veloce panoramica di tutti
questi aspetti.

I danni e le crudeltà

In
Italia vengono uccisi almeno 100 milioni di animali l'anno, per la
maggior parte uccelli di varie specie, ma anche lepri, cinghiali,
cervi, caprioli, daini. Cento milioni di animali uccisi per
divertimento.
Bracconaggio

l bracconaggio in Italia è molto
diffuso, vietato ma tollerato in quanto "tradizione popolare". Sono
usati "archetti", trappole a cappio, reti verticali in cui gli uccelli
rimangono impigliati e muoiono d'inedia dopo giorni di agonia.

Alcuni
dati: nel corso del 2000 e 2001 la LAC (Lega Abolizione Caccia) ha
raccolto e distrutto complessivamente oltre 30.000 archetti, 450 reti e
liberato centinaia di uccelli (pettirossi, passere scopaiole, tordi,
merli, cince ecc.).

I principali campi antibracconaggio si
svolgono nelle valli bresciane (da settembre a dicembre), dove sono
diffusi archetti e trappole a scatto in cui gli uccelli rimangono
intrappolati per le zampe, spesso amputandosele e morendo dissanguati;
in Sardegna dove i bracconieri utilizzano trappole a cappio, poste sui
rami di corbezzolo, in cui gli uccelli rimangono impiccati. Qui nel
2001 la LAC ha portato a termine la triste raccolta record di oltre
13.000 trappole.

Le Isole Pontine e Cipro, dove il fenomeno è
molto preoccupante e in espansione soprattutto in primavera e durante
le fasi di migrazione, sono altre zone di intervento della LAC. Vedi
iniziativa "Ponza senz'Armi".

Gli archetti

Gli archetti
sono trappole per la cattura dei piccoli uccelli. Sono molto usati
nelle valli bresciane Trompia, Sabbia, Camonica, nel Bergamasco e in
alcune zone del Veneto e del Friuli nonostante siano esplicitamente
vietati dalla legge ormai da molti anni.

I bracconieri
realizzano con rami di nocciolo, curvati a ferro di cavallo, micidiali
congegni in grado di scattare allorché un piccolo uccello vi si posi
sopra. Bacche di sorbo, che da questa pratica prende il nome di "sorbo
degli uccellatori", attirano soprattutto pettirossi, ma anche
fringuelli, capinere, verdoni, frosoni, peppole, cince, regoli, luì.

Non
è possibile calcolare quanti siano gli archetti che ogni autunno
all'arrivo dei piccoli uccelli migratori i bracconieri sistemino nei
boschi e nelle radure di vaste zone del Nord Italia: probabilmente
milioni. Molte valli alpine ne sono infestate.

Gli uccelli
catturati per le zampe rimangono appesi per ore ad agonizzare, con i
tarsi spezzati dall'archetto, senza speranza di salvarsi. La "polenta e
osei", tradizionale piatto della cucina veneta e non solo, alimenta il
mercato clandestino dei piccoli uccelli catturati illegalmente.
L'uccellagione

L'uccellagione
è invece una pratica ammessa, purché non si catturino animali
appartenenti a specie non cacciabili. Nella sola Lombardia, su 30.000
cacciatori vi sono 10.000 capanni fissi, dove i cacciatori giocano al
tiro al bersaglio contro gli uccelli, di ogni specie, usando spesso
altri uccelli tenuti prigionieri come richiami vivi.

Questi
uccellini vengono catturati e tenuti sempre prigionieri in gabbie
piccolissime, vengono spiumati in modo da provocare la muta delle penne
fuori stagione: quando le piume ricrescono, l'uccello, tenuto sempre in
una cantina buia per tutta l'estate, crede che sia primavera, ed emette
richiami verso i suoi compagni. Un fringuello, sul mercato illegale,
può costare fino a 100 euro.

Approfondimento: l'orribile sorte degli uccelli-richiamo.
Immissione di animali sul territorio

Quella del "ripopolamento" è una pratica che in più modi avvantaggia i cacciatori.

Da
un lato, consente loro di continuare a cacciare anche quando in natura
non esiste più nulla da cacciare: vengono allevati uccelli e lepri in
allevamenti appositi, animali domestici che vivono in gabbia tutta la
loro vita, e che poi vengono lasciati liberi poche settimane prima
dell'inizio dello sterminio da parte dei cacciatori. Animali "pronta
caccia", come vengono definiti da più parti.

D'altro lato, il
ripopolamento di certe zone con cinghiali e caprioli domestici, che
sono più prolifici degli animali selvatici, fa sì che aumentino i danni
alle colture, e che i cacciatori siano dunque chiamati a farne strage
per "ripristinare l'equilibrio". Equilibrio disturbato dai
ripopolamenti stessi. Il concetto di "animali in soprannumero" è privo
di significato: il numero di animali che nascono e raggiungono l'età
adulta è determinato, in natura, dalla "capacità portante", che è
influenzata dallo spazio e dal cibo disponibili. Uccidere animali non
risolve il "problema", quelli che rimangono diventano più prolifici, o
hanno maggior probabilità di raggiungere l'età adulta, cosicché in
breve tempo si raggiunge lo stesso numero iniziale.

Per approfondimenti, si veda il dossier: Attività venatoria, danni all'agricoltura e gestione degli ecosistemi.
Versione completa - Versione sintetica
L'imbroglio ai danni degli agricoltori

Caccia
e agricoltura sono da sempre due realtà contrapposte. Negli ultimi
tempi tuttavia i cacciatori sono riusciti a guadagnarsi le simpatie di
una parte del mondo agrario con il pretesto dei danni che gli animali
selvatici fanno alle coltivazioni.

In realtà spesso le
Associazioni dei cacciatori e degli agricoltori si sono trovate in
forte attrito a causa dei cosiddetti "ripopolamenti", ovvero
introduzione deliberata di selvaggina sul territorio a scopo venatorio
attuata dai cacciatori stessi nel più assoluto disprezzo degli
interessi degli agricoltori. Nessuno meno del cacciatore dunque è
credibile come alleato dell'agricoltore.
Danni all'ambiente

Nonostante
si proclamino "grandi ambientalisti", e dicano di amare la natura, i
cacciatori sono dannosi, oltre che per gli animali, anche per
l'ambiente. Ogni anno riversano sul territorio diverse tonnellate di
velenosissimo piombo. Nelle zone umide, l'accumulo di notevoli quantità
di pallini di piombo sul fondo dei laghi, stagni e acquitrini, provoca
negli animali il saturnismo, una grave intossicazione, pericolosa per
gli animali e per chi se ne ciba.......

UN ABBRACCIO A TUTTI Smile
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